Lavori

Vox clamantis in deserto.
Ullalà, che esagerazione! Eppure basterebbe mettere a nero le immagini di uno spot e concentrarsi non sulla musica ma sul parlato che l’accompagna. Strumento fondamentale ridotto a supporto concettuale: serve a recitare frasi senza chiedersi come. Basta che il testo sia compreso, nel senso di udito. Ci possono essere toni, respiri e timbri, inusitati e personali? Non importa, non è richiesto. O, peggio, si vuol telefonata la profondità con canyon baritonali, o l’allegrezza con leggerezze stridule e superficiali, o la passione con l’incupirsi preteso sensuale e virile. Quel che il pubblico si presume s’aspetti, glielo lo si dà. E si perde per strada tutta la potenza possibile dell’arte di dire parole altrui rendendole nostre nell’intimo. Chiedete o, se avete dubbi, abbiate fiducia. L’importante è non abbandonarsi al deserto fatto a immagine dalle banalità che ci circondano. Sia la voce, e la voce sarà.
(Gigi Barcella)

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